| Il Prelude che segue è coperto da copyright da parte della sua disegnatrice, Annalisa Di Maggio ( DeviantART of Annalisa). E' SEVERAMENTE VIETATO farne un qualunque uso esteriore alla visione:  COPERTINA DEL LIBRO:  Quello che segue è un intero capitolo del libro. Esso, pur essendo uno degli ultimi, è puramente riflessivo. Non lascia intravedere nessun colpo di scena e non rovina, quindi, in nessun modo la lettura e la storia del libro stesso: 27° Capitolo – Il valore delle ragazze “Lasciami stare!!!” – gridò, in tono molto arrabbiato, Valery. “Ehi! Ti ho solo salutato! Che cos’è questo atteggiamento?” – rispose, seccato, Andry. “Non voglio parlarne! Lasciamo stare e basta!” – rispose con lo stesso tono Valery, dopodichè prese le sue cose e le sistemò a casaccio sul banco, sbuffando nervosamente ogni tre secondi. “Ma tu guarda… – pensò Andry prendendo le distanze da lei per paura che gli tirasse qualcosa addosso – Che accidenti le è preso oggi?” Per tutta la mattinata Valery tenne il broncio rispondendo male persino ai professori. All’uscita Andry la salutò poco prima che entrasse in macchina ma in risposta ricevette solo il “ciao” della madre di Valery, mentre lei non si voltò neppure. “Ma vai al diavolo!” – rispose seccato Andry, e, presa la moto, tornò a casa. Poteva anche capirla, fino ad un certo punto. A tutti capita di essere nervosi, di vivere delle cosiddette “giornate no”, ma c’era un limite a tutto. Era ingiusto trattare così male chi, come lui, non centrasse niente. Quello stesso giorno, Andry notò che a tavola Giovy era più cupo del solito. Il ragazzo si alzò senza neanche finire di mangiare e si chiuse in camera. “Mmh! Ma allora è proprio un epidemia oggi!” – disse sottovoce Andry sentendo sbattere la porta dal fratello. “Ma che gli è successo?” – chiese Rose mentre iniziava a lavare i piatti. “E io che ne so? – rispose, secco, Andry, poi ragionò un attimo – Forse… problemi con Valery… ci penso io mamma…” Andry salì le scale ed entrò nella loro camera. La musica era ad alto volume e Giovy era immobile sul suo letto. Andry spense le casse del computer. “Perché hai spento?” – rispose seccato Giovy. “Perché quando ti parlo devi sentire me, non la musica!” – ribatté a tono Andry. “E chi ti dice che io voglia sentirti!” – replicò Giovy con lo stesso tono. “Ah! Non usare quel tono con me sai! Comunque mi sentirai, che ti piaccia o meno!” “Che vuoi?...” – rispose Giovy, arreso. Sapeva già che non sarebbe riuscita a spuntarla con la testardaggine del fratello. “Voglio sapere che hai combinato con Valery! Cos’è successo? Oggi a scuola era intrattabile!” “Uff… non la sopporto più! Ecco che succede! È troppo gelosa… troppo ossessiva… mi fa uscire subito di testa!” “E te ne sei accorto solo ora dopo tutti questi mesi che state insieme?” – chiese Andry, allibito. “No… certo che no… ma… uff… non so come spiegarti…” – disse Giovy, sbuffò, e si lasciò sprofondare nel materasso. “Vediamo se riesco ad aiutarti… spesso non la sopporti più e te ne vai scocciato, ma non appena torni a casa ti penti subito di quello che hai fatto perché già ti manca e non vedi l’ora di essere nuovamente con lei. Pur sapendo che probabilmente ti farà arrabbiare di nuovo, vuoi lo stesso far pace… non ce la fai a starle lontano, perché può farti arrabbiare cento volte, ma basta un suo gesto, un suo abbraccio, un suo bacio, per farti dimenticare quelle cento volte e ti senti subito pronto a ricominciare daccapo… e non riesci a farci niente.” Giovy lo ascoltava a bocca aperta. “M-ma come…? L’MQ5?” – disse, in tono quasi accusatorio, Giovy. “Oh no! L’MQ5 non centra nulla! Questa è esperienza! – disse Andry intuendo che aveva azzeccato tutto – Sai cos’è questo? È amore!” – esclamò infine, trionfante. “Amore? Non credo…” – disse subito Giovy per non scoprirsi troppo. “Si si… il rifiuto iniziale è normale! Non vuoi ammetterlo perché hai paura che ti finisca male, ma è amore! Fidati! Io ho fatto la stessa cosa! L’ho vissuta sulla mia pelle questa esperienza… più di una volta… e lo sai anche tu!” “Si… ma…” – farfugliò Giovy, ma venne interrotto prima ancora che il suo cervello potesse elaborare una frase di senso compiuto. “Lo so, a me è andata male, non preoccuparti puoi dirlo… ormai ci sono abituato anche se di certo non è piacevole… e proprio per questo posso dirti che quando finisce male, ed il mio è stato il caso più brutto di tutti, fa male… fa molto male. Con questo non voglio demoralizzarti, voglio solo che tu stia attento! È giusto provare, ed è giusto anche fallire a volte! Come fai ad imparare a rialzarti se prima non cadi?” “Sei un grande And! Hai capito tutto e subito… ma il fatto è che non sono sicuro di quello che sto facendo… ho paura ad affezionarmi troppo a Valery, ma non perché è lei… ho paura ad affezionarmi troppo ad una persona in generale!” “Si, ho capito. Il fatto è che tu hai sempre avuto relazioni «prendi & lascia»! Quanto è durato il tuo fidanzamento più lungo? Un mese?” “Venticinque giorni…” – lo corresse Giovy, prontamente. “E poi l’hai mollata!” – esclamò, in tono accusatorio, Andry. “Si…” “Ecco! E qui il problema! Ormai sei grande! Quelle sono cose da ragazzino! Ora devi provare delle relazioni serie! Anche a costo di scottarti! Hai sempre fatto una vita da marpione e ora che senti che ti stai legando particolarmente a Valery… parte l’autodifesa! Non dirmi che avevi già pensato a…” “Si… – lo interruppe Giovy – Ci stavo giusto pensando…” “Male! Molto male! Non devi lasciarla! Ci resterebbe malissimo! Quello che non capisci è che tutto il discorso che ti ho fatto prima, quello sulle cento volte che ti fa arrabbiare eccetera… ecco… quel discorso non vale solo per te! Vale anche per lei! Credi che lei sia contenta quando ti fa arrabbiare? Quando litigate? E credi che per lei non si cancelli tutto non appena ti avvicini anche solo per abbracciarla? Certo, magari non tutte sono così… ad alcune in realtà non gliene frega niente di te e lo fanno apposta, ed altre magari queste cose le nascondono dietro l’orgoglio...” “Che cosa brutta…” – si lasciò scappare Giovy. “E che cosa credi di aver fatto tu con tutte le altre ragazze precedenti? Comunque è inutile rivangare il passato, bisogna pensare al presente! Valery non è come le altre, e tu lo sai, te ne sei reso conto da subito vero? È per questo che hai ancora più paura del solito. Magari lo fai pure apposta ad arrabbiarti subito ed a prendertela troppo con lei… e poi butti tutta la colpa sulla gelosia! Ma ci sono due cose che non devi scordarti mai! La prima è che in una coppia in qualunque, e sottolineo qualunque, caso succeda qualcosa di spiacevole, la colpa non è mai, e dico mai, completamente di uno dei due! E la seconda, ben più importante, è che gelosia, orgoglio e sentimenti simili, per una coppia, sono come l’aria per un palloncino! Se non ce né il palloncino non sarà tale… ma se ce né troppa… il palloncino… esplode!” “Ammetto che in fondo hai ragione… su tutto… ma che posso farci? Non riesco a cambiare!” “E no! Non è che non riesci! Non vuoi! Ed invece devi!” – incalzò Andry. “Ma come faccio?” – disse Giovy in tono quasi supplichevole. “Su questo non ti posso aiutare Giovy… l’unica cosa che posso dirti è che il valore che le ragazze hanno è enorme! Solo che molti non se ne rendono conto… Ti sei mai chiesto perché ci innamoriamo? Cos’hanno queste ragazze di tanto importante da farci perdere la testa? Te lo sei mai chiesto? – vedendo che Giovy non accennava risposta, continuò – Io si… me lo sono chiesto… e mi sono risposto da solo, a poco a poco… la conclusione a cui sono giunto e che le ragazze hanno un sacco di cose incredibili: il modo in cui le loro teste trovano sempre lo spazio giusto sulle nostre spalle, quanto sono belle mentre dormono o fanno finta di farlo, con quale facilità si adattano tra le nostre braccia, che basta un loro bacio e all’improvviso nel mondo va tutto bene, il fatto che perdono due ore per prepararsi prima di uscire ma non appena le vedi capisci che avresti volentieri aspettato anche altre due ore se quello fosse stato il risultato, che sono sempre calde anche se fuori ci sono -30°, il modo in cui cerca di strapparti complimenti anche se sa benissimo che lei per te è la cosa più bella al mondo, il modo in cui la loro mano trova sempre la nostra, il modo in cui sorridono è intorno a te non esiste nient’altro all’infuori di lei, il modo in cui ti senti quando vedi il suo nome sul display del tuo cellulare subito dopo che avete litigato, il modo in cui ti dice “non litighiamo più” e tu gli rispondi “va bene” anche se sapete benissimo entrambi che tra dieci minuti starete già discutendo per qualcosa ma sapete anche che altri dieci minuti dopo avrete nuovamente fatto pace, il modo in cui ti baciano dopo che hai fatto qualcosa di carino per loro, il modo in cui cadono tra le tue braccia piangendo, il modo in cui le loro lacrime si asciugano sulle tue mani, il modo in cui ti colpiscono e si aspettano di farti male e poi anche il modo in cui si scusano quando ti hanno fatto male sul serio (anche se non lo ammettiamo mai), il modo in cui ti dicono “mi manchi” e il modo in cui poi ti mancano, il modo in cui le loro lacrime ti fanno venire voglia di fare a pugni con il mondo fino a cambiarlo in modo che non le faccia più soffrire… e mille altre cose! Tuttavia non importa se le ami, le odi, desideri che muoiano o sappia che non potresti vivere senza di loro... Non ha importanza! Perchè per una volta nella tua vita… qualsiasi cosa fossero per il mondo… diventano tutto per te! Quando le guardi negli occhi, viaggiando nelle profondità delle loro anime e dici un milione di frasi senza il minimo suono… sai che la tua vita è inevitabilmente consumata all'interno dei battiti del loro cuore! Le amiamo per un milione di motivi, nessun foglio di carta potrebbe rendergli giustizia! Non è una cosa della mente… ma del cuore.” Quelle parole, dette un po’ con serietà e cuore, un po’ con quella simpatia che non lo abbandonava mai, propria di Andry, arrivarono fino alle nuvole più alte, dove le orecchie di Valentine e Gabriele le potessero udire ed, insieme, commuoversi. Anche a Giovy quelle parole fecero lo stesso effetto. Non appena Andry finì di parlare uscendo da quella specie di trance in cui entrava ogni qual volta intraprendeva un discorso serio, arrossì un po’. “Accidenti Andry… sei proprio unico… grazie! Grazie di cuore… le tue parole… le tue bellissime parole… ho capito, ho capito cosa devo fare! Cambierò Andry… te lo prometto! Hai ragione su tutto… per me Valery è importante… non voglio perderla così… non devo perderla! Scusami ora… vado da lei!” – disse Giovy, con gli occhi sognanti. Sembrava un altro. “Ecco! Finalmente fai una cosa giusta!” – s’affrettò a dire Andry per cambiare discorso. Non gli piaceva essere troppo al centro dell’attenzione in quei momenti, da un certo punto di vista, imbarazzanti. “Già… – disse sorridendo – Ci vediamo dopo! Grazie ancora fratellone!” E, così dicendo, Giovy uscì di corsa dalla stanza e si precipitò fuori verso casa di Valery. “Fratellone?!!? Ah ah ah!” CITAZIONE A “Perfect liFe”: una vera scoperta, una rivelazione. Andrea Spartà, giovanissimo autore dalle brillanti prospettive ci regala tutto un mondo da scoprire pagina dopo pagina. Nella genialità della trama di questo romanzo, l’essenza del suo stile: coinvolgente, fresco, giovane e dinamico. Spartà è riuscito a creare tutto un universo estremamente innovativo e originale, riuscendo abilmente a coniugare il fantasy tradizionale al romanzo di fantascienza contemporaneo. In realtà non è né l’uno, né l’altro, ma il perfetto connubio di entrambi in un mix travolgente. La trama è complessa e ricca di elementi che trovano la loro perfetta collocazione in un quadro più ampio e dettagliato. Niente di superfluo, tutto assolutamente necessario e indispensabile all’intero di un romanzo ben scritto e molto affascinante. Il lettore sarà entusiasta fin dalle prime pagine di farsi condurre in un viaggio davvero incredibile da Andry, Valentine, Giovy e Valery. Si lascerà conquistare dai poteri dell’MQ5 e dal misterioso Big Friend, fino a sentirsi parte intergrande di un mondo magico: quello di “Perfect liFe”. Nonostante la vicenda si concluda completamente al termine del libro, un unico sentimento predominerà alla fine di questa appassionante lettura: leggere “Perfect liFe 2”, per rimanere ancora immersi in questo straordinario e sorprendente universo. Dott.ssa Marzia Scafidi Salve a tutti! ^^ In questo topic parlerò di Perfect liFe, la trilogia che sto scrivendo. No, non è un errore, la "l" di "life" è minuscola mentre la "f" è maiuscola. Il reale motivo di questa scelta è celato, ma qualche bravo criptologo, leggendo il primo libro della trilogia, ne ha intuito il significato recondito. Ma bando alle ciancie! Prima di passare alla trama del libro e alla prefazione di Daniele Bonfanti, vorrei parlarvi un po' della sua genesi e del suo scopo. PF (abbreviazione e personificazione del libro stesso) nasce in un sito internet decisamente poco famoso e che oggi non esiste più. Viene scritto "a puntate" (che in realtà sono capitoli), 30 nel complesso. Il ragazzo che ha scritto questa storia (adoro parlare di me in terza persona  ) aveva solo 16 anni quando iniziò il primo capitolo, e ne aveva ancora 16 quando scrisse la parola "fine" dopo oltre 100 pagine di Word. Era il primo passo verso la realizzazione di un sogno che nacque in terza elementare. Questo sogno si realizzò qualche anno dopo quando il nostro "neo-scrittore", appena maggiorenne, riuscì finalmente a pubblicare il suo primo lavoro con una casa editrice, la Kimerik. Qual'è il vero scopo di questo libro? Mi aggrappo alle parole di Daniele Bonfanti (scrittore dark-fantasy di Lecco e curatore della prefazione di Perfect liFe): " PF è un’opera molta onesta dal punto di vista intellettuale. È un libro che non porta maschere: è scritto con passione e energia da un ragazzo, per i ragazzi, e racconta di ragazzi. Non pretende di essere altro, al contrario di tanta letteratura moderna che si propone per ciò che non è." Nonostante al momento della pubblicazione ci sarebbero state molte scelte stilistiche che avrei potuto mutare, ho deciso di non toccare niente del mio lavoro da sedicenne. Perché? Perché lo scopo di PF è quello di catturare i giovani. Quei giovani che continuano sempre di più a dire "Libri? E che cosa sono? A che servono?". Capisco che, agli occhi di qualcuno, possa sembrare un eccesso per uno scrittore giovane come me puntare ad un traguardo tanto ambito, eppure gli ingredienti per la riuscita della mia ricetta ci sono tutti, e i primi risultati li ho già ottenuti. CITAZIONE Qualcuno mi ha detto che PF ha diversi difetti soprattutto sul piano morfologico. Uno stile troppo adolescenziale insomma, che hai “grandi” non piace. Beh, vi dirò la verità. Ho fatto diverse revisioni del testo (naturalmente) ma ho deciso sin dall’inizio di cambiare il meno possibile dal testo originale. Il primo libro della trilogia di Perfect liFe ha uno stile adolescenziale? Ottimo. È proprio quello che volevo. Come già ripetuto, PF è un libro principalmente diretto agli adolescenti e non pretende, anzi, non VUOLE esser nulla di più. Le motivazioni sono semplici. Innanzitutto non credo proprio che, come qualcun altro dice, sia un libro solo per ragazzi. È un libro giovane, questo è vero, ma secondo me è un libro che fa sognare, che fa viaggiare con la fantasia, e credetemi quando vi dico che anche gli “adulti” hanno bisogno di farlo ogni tanto. Staccare la spina e viaggiare con la fantasia, si. PF è principalmente un libro per ragazzi. Vero. Ma è anche per tutti quei “non ragazzi” che, nonostante tutto, sognano ancora di esserlo. È per tutti quelli “giovani dentro”, per i malati della “sindrome di Peter Pan”, per i “grandi che non vogliono crescere mai”, chiamateli come volete.
Inoltre, cosa ben più importante, lo stile, per certi aspetti, “basso” e diretto di PF è espressamente voluto. Perché? Semplice anche questo. Ho deciso di dare a PF uno scopo, un obiettivo, una meta morale da raggiungere. Come tutti possiamo constatare, ci sono sempre meno persone che leggono, soprattutto tra i ragazzi, per diversi motivi. Ebbene, la trilogia di Perfect liFe vuole essere come un piccolo “corso” per “aspiranti lettori”. Il genere è il Fantasy, il più amato dai ragazzi, e quindi invoglia alla lettura. Il primo libro è, come detto sopra, semplice e diretto. Si fa leggere velocemente e appassiona. In altre parole, anche i ragazzi con meno “predisposizione alla lettura”, con un minimo di voglia riescono a leggere tranquillamente e, anzi, con gusto il primo libro. Ma, come già detto, Perfect liFe assomiglia molto ad un telefilm, per quanto riguarda la sua struttura ed i suoi contenuti, e chi, dopo aver visto una bella prima serie di un telefilm non vorrebbe vedere anche la seconda? Ed ecco che arriva Perfect liFe 2, che, pur mantenendo gli stessi personaggi, innalza notevolmente, ma senza strafare, il “livello” della trilogia. E così via, fino a Perfect liFe 3, in un continuo crescendo di tutti i campi, capitolo per capitolo, riga dopo riga.
In altre parole, PF cresce con il lettore, così come io sono cresciuto (stilisticamente parlando) scrivendolo. È dunque questo lo scopo di PF. Abituare i più giovani a leggere di più, facendoli iniziare con qualcosa di “semplice” ma appassionante e portandoli via via sempre più su, fino alla fine della trilogia. E se avrò fatto un buon lavoro e i lettori avranno provato ciò che io ho voluto esprimere tramite questi miei libri, allora capiranno che leggere è una cosa fantastica e insostituibile, prenderanno un altro libro, magari anche più complesso, e proveranno nuove incredibili emozioni. Ed io… io mi riterrò soddisfatto di me e di PF, il mio sogno. Di cos'è fatto PF? E' fatto di emozioni, principalmente. Sicuramente sono quelle che attraggono di più. E' fatto di energia, di voglia di scrivere, di passione. Quella stessa passione che, finita una pagina, ti costringere a voltarla per poter leggere la prossima. E non sono parole mie, queste. PF è un fantasy, principalmente, ma è un fantasy particolare, fuori dall'interpretazione generale che ormai ha preso questa parola. Non ci sono orchi, draghi, cavalieri, nani o altri esseri simili. Non ci sono maghi. Dov'è che nasce davvero il fantasy? Non posso dirvelo, o vi rovinerei tutta la parte finale del libro. ^^ Posso però dirvi che fin da subito entra in gioco l'elemento fantascientifico, quello moderno, che si collega perfettamente a qualcosa che non potrebbe mai accadere, qualcosa di Fantasy. A me, quando mi si chiede il vero genere del libro, ho sempre risposto " Fantasy moderato a sfondo Romantico". Perché è quello, in realtà. TRAMA DEL LIBRO: Andry e Giovy sono due fratelli di, rispettivamente, sedici e quindici anni che vivono in una piccola cittadina chiamata Kite nella regione Cresta. La loro è una vita assolutamente normale, fatta di scuola, amici e famiglia. Un giorno Andry riceve un messaggio molto particolare sul suo computer attraverso un programma di messaggistica istantanea. Il mittente porta il nickname di Big Friend. Andry non lo conosce, ma il suo nuovo amico gli fa un regalo: il nuovo album del suo gruppo musicale preferito che uscirà solo il mese successivo. Andry scarica l’album e lo trasferisce su un cd, che comincia immediatamente ad ascoltare. Durante l’ascolto però si addormenta e nel sonno accade qualcosa di incredibile. Rimessosi in contatto con BF (Big Friend), questo gli spiega che in realtà il cd non era altro che un cd di installazione di un programma: l’MQ5 che ora Andry ha nel suo cervello e che funziona esattamente come un computer, fornendogli però degli speciali poteri: può accedere alla memoria di tutte le persone che lo circondano, può ottenere la loro forza fisica, può creare campi di energia e sfere gravitazionali, il tutto però usandolo con parsimonia e in maniera oculata. Si apre così per Andry una nuova vita che lo porterà a vivere delle incredibili vicende. Diventerà un piccolo eroe per la sua scuola, ma ben presto capirà che la fama non gli interessa in quanto ha già tutto quello di cui ha bisogno e senza tutti quei piccoli problemi adolescenziali che risolve grazie all’MQ5. Tuttavia ben presto accade qualcosa che Andry non può impedire e che lo colpisce diritto al cuore. Tutta la sua vita viene, ai suoi occhi, annichilita da una grande mancanza. Precipiterà in un baratro interiore e rischierà di non uscirne più. Tuttavia la risalita, così come per tutti, prima o poi inizia, anche se lenta e difficoltosa. Le sorprese non finiscono mai e Andry si ritrova coinvolto in qualcosa molto più grande, e soprattutto divino, di lui. Dovrà affrontare diversi scontri, principalmente interiori, per riuscire a riportare la sua vita alla normalità. Il finale è ampiamente conclusivo e non sembra lasciare spazio a continuazioni. PREFAZIONE DI DANIELE BONFANTI: CITAZIONE Certamente il ragazzo ha talento. Il libro è vivace, entusiastico, e ricco di inventiva. La narrazione scorre piacevolmente e lo si legge in fretta – personalmente l’ho letto in un paio di giorni. Non ci sono parti noiose o troppo lente, lo stile è privo di fronzoli inutili e è molto personale e diretto. Certamente si può notare qua e là una certa “acerbità giovanile” nel linguaggio e nelle forme, ma che viene bilanciata – e si fa perdonare – dalla grinta e dalla gioia di raccontare che pervadono le pagine. Importante la vena di ironia che spesso torna a farsi sentire e che sdrammatizza la narrazione mantenendo il tono su un registro comunque leggero. Il tutto gira bene, insomma, funziona. Di fatto, Perfect liFe si presenta come una serie di episodi e non come un romanzo. Andrea l’ha scritto a puntate, e questo non è celato. Di conseguenza del romanzo manca la progettualità. Ricorda invece da vicino il procedere di un manga, di un cartone animato, o di un telefilm. Questo aspetto non è affatto negativo, siccome il pubblico preferenziale di PF sono senza dubbio i ragazzi, che generalmente sono più abituati a questi generi. Anche Harry Potter ha una struttura ravvicinabile, e ha avuto il successo che sappiamo. E a mio avviso il libro di Andrea non ha nulla da invidiare a Harry Potter in quanto a leggibilità e “commerciabilità”. Intendo dire che, con un po’ di fortuna, è un libro che potrebbe avere moltissimi estimatori anche su larga scala, specialmente come dicevo tra i lettori giovani, tra i sedicenni – età dei protagonisti stessi – che senza dubbio si ritroveranno moltissimo nei comportamenti e nelle storie dei personaggi di Perfect liFe. Che sono perfettamente credibili nelle loro gelosie, amori e paranoie adolescenziali. In questo, nel tratteggiare gli atteggiamenti e le mentalità, e quel particolare modo di sentire e di rapportarsi con gli altri e con il mondo tipico degli adolescenti, davvero l’autore è stato molto, molto bravo. Un lucido psicologo, dotato anche di una buona dose di auto-ironia. Per fortuna, sono ancora abbastanza poco vecchio da ricordare “come ero” quando avevo sedici anni. E quindi mi è chiaro che i personaggi di PF ragionano veramente da sedicenni e si comportano da sedicenni. Sono ragazzi comuni che si trovano in situazioni parecchio insolite, ma non c’è mai un distacco completo dalle loro questioni e dai loro problemi terreni, di tutti i giorni. Con questi problemi e questioni, le vicende fantastiche si intrecciano strettamente. Per questo credo che i lettori giovani si ritroveranno in questi personaggi, che li sentiranno vicini, e che ne diventeranno amici. L’idea di fondo del libro è molto bella, perché avere i poteri del protagonista è un po’ il sogno di tutti gli adolescenti (per lo meno io lo avevo), e viene sviluppata bene e coerentemente, inserendo un elemento di modernità legato a computer, Internet, etc. Alcune scene – o episodi che dir si voglia – sono davvero ben fatte, forti, drammaticamente efficaci. In generale la parte più compatta, bilanciata e potente del libro è quella centrale. La prima parte forse ci mette un po’ a ingranare, anche se è vero che questo permette di cominciare a conoscere i protagonisti, mentre quella finale avrebbe meritato qualche pagina di più. (Ma sono impressioni personalissime, queste). Alcuni personaggi sono molto originali, e parecchio insoliti. In definitiva, PF è un’opera molta onesta dal punto di vista intellettuale. È un libro che non porta maschere: è scritto con passione e energia da un ragazzo, per i ragazzi, e racconta di ragazzi. Non pretende di essere altro, al contrario di tanta letteratura moderna che si propone per ciò che non è. Oggi Andrea scrive ancora meglio, è cresciuto insieme al suo libro, e sono sicuro che i successivi episodi della trilogia saranno molto validi. Infatti alla sua narrazione vulcanica, ora ha accostato un lavoro a priori, di strutturazione, e uno a posteriori, di limatura e di pulizia. Mi piace molto l’idea del crescendo che ha progettato per i prossimi volumi – e di cui mi ha raccontato – sia a livello di complessità che di maturità dei contenuti. Perché mi dà l’idea che un giovane lettore possa entrare nel mondo del Fantasy (e magari della lettura in generale) con un contenuto leggero e di svelta digestione come il primo PF, e che poi “cresca” lui stesso insieme agli episodi successivi. In particolare il terzo episodio di cui mi ha parlato, PF3, è un progetto estremamente complesso e ambizioso, ma credo che Andrea abbia ormai tutti i mezzi – e il coraggio – per realizzarlo, e portare così la sua trilogia a compimento nel migliore dei modi, affermandosi come uno dei più interessanti, e promettenti, autori italiani di Fantasy contemporaneo. Daniele Bonfanti E' possibile acquistarlo online tramite il sito della casa editrice o sulla più famosa e sicura libreria virtuale esistente al momento: IBS.comPer maggiori info visitate il sito ufficiale "Perfect liFe on Altervista" o chiedete qui ^^ SERVIZIO SPECIALE (solo x questo forum XDDD): chi volesse ordinarlo si metta in contatto con me, lo potrà ricevere direttamente a casa e pagare il prezzo direttamente al postino al momento della consegna (quindi ZERO rischio truffa  ) |